Giovanni Albertini – un futuro poco roseo, che va cambiato

Oggi ci troviamo confrontati con una realtà difficile. Ci sono sempre più famiglie, soprattutto di ceto medio-basso che faticano ad arrivare alla fine del mese. Soltanto un bambino svizzero su quattro ha un papà che lavora e una mamma che si occupa delle faccende domestiche. Negli altri casi i due genitori devono lavorare per riuscire a mantenere il proprio bambino e pagare tutte le fatture.

Affitti, asili nido, assicurazioni e casse malati troppo care e stipendi che non si adeguano ormai più da anni al carovita e che sono sempre più spinti al ribasso a causa della scarsa etica dei datori di lavoro e all’asfissiante pressione di chi varca il confine e si accontenta di uno stipendio molto basso; sia chiaro la colpa non è dei frontalieri, ma di chi li sfrutta. I controlli da parte dello Stato dovrebbero essere intensificati.

Ci si lamenta della drastica diminuzione dei turisti, incolpando il franco forte, ma intanto facciamo poco o nulla per invertire la rotta e apportare i giusti cambiamenti. Siamo confrontati in una politica dell’alloggio speculativa che svuota i ticinesi dai centri città e li spinge sempre più in periferia, quando invece bisogna investire maggiormente in appartamenti a pigioni moderate e senza barriere architettoniche, visto l’invecchiamento sempre più marcato della popolazione.

I prossimi vent’anni infatti saranno critici, oltre 2,3 Mio di “Baby Boomers” Andranno in pensione. Tra il 2015 e il 2035 si stima che la popolazione con diritto all’AVS aumenterà di 900’000 unità (60%) e il sistema attuale per ovvie ragioni non potrà più resistere. Per quel che concerne invece il livello di viabilità siamo indietro anni luce nei confronti delle città della Svizzera interna sia per quel che concerne l’offerta sul nostro territorio sia a livello di mentalità nel cercare di sfruttarlo maggiormente.

A livello climatico siamo stati confrontati, quest’estate, con temperature molto elevate che hanno causato un tasso maggiore di mortalità negli anziani e hanno costretto diversi Comuni a dosare l’uso dell’acqua portandoci a riflettere maggiormente sulle difficoltà di approvvigionamento idrico e energetico che sarebbe bene analizzare e trovare già a partire da oggi i giusti correttivi per non abusare troppo delle risorse che madre natura ci mette a disposizione.

A livello occupazionale c’è ancora molto da fare, penso soprattutto a migliorare i servizi erogati dallo Stato (URC in primis) che devono essere adeguati alle esigenze sempre più marcate del mondo del lavoro (al vaglio del GC ci sono 12 proposte di miglioramento che abbiamo stanziato diversi mesi fa).

Il pubblico dovrebbe unire maggiormente le forze con associazioni senza scopo di lucro, vedi per esempio Ticino&Lavoro per rispondere con maggiore efficacia alle esigenze dei propri cittadini e alle aziende presenti sul territorio. I giovani inoltre devono essere orientati meglio dall’orientamento scolastico sulle esigenze attuali e future del mondo del lavoro dando loro basi linguistiche migliori per affacciarsi al resto della Svizzera grazie all’arrivo di Alptransit.

Il sito internet e la pagina Facebook di Ticino&Lavoro sono gratuiti e a completa disposizione dello stato, qualora decidesse di usufruirne. Questi sono solo alcuni dei problemi importanti su cui mi auspico che la politica intervenga trovando delle soluzioni concrete, nel mio piccolo cercherò di battermi su queste tematiche per garantire ai nostri figli un futuro migliore di quello che si sta prospettando.

Giovanni Albertini, presidente Ticino&Lavoro

 

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2 pensieri su “Giovanni Albertini – un futuro poco roseo, che va cambiato

  1. Karinin dataRispondi

    Bravissimo, è esattamente di quello che parlavamo ( per l’ ennesima volta) l’altra volta mio marito ed io…. Ma ciò che mi preoccupa di più sono i nostri figli, che futuro avranno?

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