Dalila Bianchi: La «disoccupazione» dopo i 50 anni: due testimonianze

Perché al giorno d’oggi l’ignoranza è una scelta?

Il fenomeno della disoccupazione nel nostro Cantone coinvolge attualmente diverse fasce d’età.
Le due estremità più critiche sono rappresentate dalla categoria dei giovani e da quella degli over 50. Nonostante l’assunzione di persone sopra i 50 anni abbia innumerevoli vantaggi (FB Ticino&Lavoro – 24 aprile 2018 ) questa fascia d’età si trova confrontata a una difficoltà sempre più crescente di trovare un’occupazione. La percezione comune è che si venga considerati “troppo vecchi”, “troppo costosi”.
Dopo aver affrontato il periodo di disoccupazione previsto (con le innumerevoli frustrazioni che questo comporta) ed esaurito le indennità a disposizione, gli over 50 si ritrovano molto spesso a dover usufruire dell’assistenza sociale per poter “vivere” – o forse sarebbe meglio utilizzare la parola “sopravvivere”.

Di seguito troverete due casi particolari:

le persone intervistate – che hanno deciso di mantenere l’anonimato* – hanno gentilmente risposto a qualche piccola domanda sulla loro condizione da disoccupato over 50. Ne risulta uno scenario particolare, sicuramente caratterizzato da sentimenti di frustrazione e inutilità al riguardo del mercato del lavoro ticinese.
* Per semplicità, le dichiarazioni delle interviste sono declinate al maschile.

F. è in cerca di un’occupazione dal 2016. Con un figlio a carico e senza aver diritto ad usufruire delle prestazioni dell’assistenza sociale, si ritrova ad affrontare una situazione molto delicata.

Da quanto tempo è in cerca di lavoro?

“Attualmente dal giugno 2016.
Ho usufruito della disoccupazione dal 01.01.2012 fino al 30.06.2013, dopo di che ho deciso di investire i soldi del secondo pilastro per acquistare un take away nel Luganese.”
Sono ancora in “disoccupazione”, ma senza aliquote, da ex indipendente non ne ho diritto! Sto richiedendo per la seconda volta l’assistenza, (la prima volta mi è stata rifiutata perché per 100. – non rientravo nei loro parametri) e per poterlo fare mi sono dovuta re-iscrivere all’ URC.

Secondo lei, come mai non trova lavoro?

I dati sulla disoccupazione del nostro Cantone dicono in continuazione che il fenomeno è in diminuzione sul territorio… “Non trovo lavoro perché sono troppo vecchio. 52 anni significa essere fuori mercato, nonostante abbia accumulato 27 anni di esperienza in ufficio (troppo qualificato – dicono) e nonostante l’ esperienza da indipendente”

Ha mai pensato di andare fuori Cantone?

“Sì, prima che mio figlio iniziasse ad andare a scuola”

Come si sente al riguardo? (La domanda è volta ad esprimere i sentimenti sulla propria condizione da disoccupato):

“FRUSTRATO, ANNULLATO, SENZA PIU’ DIGNITA”

Pensa che la politica si stia attivando concretamente per aiutare le persone in cerca di un’occupazione? Cosa si può fare per migliorare?
“La politica non sta facendo nulla di concreto per aiutarci. Per migliorare la situazione bisogna innanzitutto reinserire il numero chiuso per gli stranieri e far in modo che i frontalieri diminuiscano. Per quelli della mia età si potrebbe pensare ad un job share , magari al 40 o 50% così da poter occupare più persone. Il governo dovrebbe inoltre ridurre la percentuale AVS a carico del datore. Penso che questa soluzione, anche se possa non piacere, sia fattibile per chi come me ha superato i 50 anni e si trova in difficoltà. In fondo, si tratta di una riduzione di salario di qualche centinaio di franchi: soldi che il governo risparmierebbe, magari evitando di pagare le indennità o l’assistenza.”
***

S. è in cerca di disoccupazione da 2016. Dopo aver esaurito le indennità, fa capo all’assistenza sociale per il proprio sostentamento. Nonostante la situazione difficile, la voglia di lavorare non manca, ed è per questo motivo che frequenta in due casi dei corsi AUP – Attività di attività pubblica destinate alle persone che si trovano in assistenza sociale.

Da quanto tempo è in cerca di lavoro?

“Considerando che usufruisco dell’assistenza attualmente e prima della disoccupazione, sono circa 6 anni che cerco lavoro. Bisogna tener conto però che nel 2013/2014 ho lavorato un anno con un programma AUP e anche nel 2016/2017 stessa cosa, ma per in ufficio diverso rispetto ai tre anni precedenti. Nel primo caso avrebbero dovuto assumermi, ma non è stato possibile in quanto hanno dovuto fare tagli nell’organico”

Secondo lei, come mai non trova lavoro? I dati sulla disoccupazione del nostro Cantone dicono in continuazione che il fenomeno è in diminuzione sul territorio…
“Non trovo lavoro principalmente per un fattore di età (sono del 1967) e nel mondo del lavoro purtroppo sei considerato vecchio. Sicuramente i dati sulla disoccupazione del nostro Cantone dicono in continuazione che è in diminuzione, quello che non dicono è che le persone che hanno esaurito tale diritto vanno automaticamente in assistenza. Naturalmente, la disoccupazione diminuisce anche con i lavoratori stagionali. Solo ultimamente stanno cominciando a parlare dell’aumento di persone che beneficiano dell’assistenza.”

Ha mai pensato di andare fuori Cantone?

“Ho pensato spesso di andare fuori Cantone, ma poi penso che non sia giusto lasciare il nostro Cantone e spero sempre di trovare lavoro qui. Del resto alla mia età è molto difficile anche cambiare Cantone senza certezze.”

Come si sente al riguardo?

“Il fatto di non trovare lavoro, ma trovare sempre porte chiuse e promesse che nessuno mantiene, ti lascia tanta amarezza, cadi in profonda depressione perché ti senti un fallito, almeno nel mio caso. Non mi sento però inadeguato perché se si pensa a quanti giovani in cerca di lavoro e non trovano, la dice lunga sulla grave crisi economica a livello mondiale e non solo nel nostro paese. Del resto, io cerco di tenermi al passo con i tempi, ecco perché ho voluto fortemente i programmi AUP con l’assistenza rientrando nel mondo del lavoro. Nonostante i programmi AUP nel mio caso non abbiano portato a un’assunzione, rimango della convinzione che tramite queste misure hai più possibilità di trovare lavoro perché di fatto stai lavorando e un possibile datore vede che sei attivo e non ferma da tanto.”

Pensa che la politica si stia attivando concretamente per aiutare le persone in cerca di un’occupazione? Cosa si può fare per migliorare?
“Proprio venerdì 3 agosto 2018 hanno mandato in onda al quotidiano un’intervista fatta al Direttore dei Servizi Sociali e forse qualcosa si muoverà, ma ritengo si possa e si deve fare di più, non solo a parole, ma con i fatti.
Per migliorare ritengo che inizialmente dovrebbero pensare e capire che le persone in assistenza o in disoccupazione non sono solo numeri, sono persone. Capisco che siamo tanti utenti, ma bisognerebbe veramente cercare il dialogo, convocando ogni tanto le persone e parlarci per trovare magari una soluzione, proponendo anche una riqualifica professionale o delle alternative. Certo sono costi, ma se questo approccio porta ad una reale assunzione, perché non adottarlo. Conosco svariate persone nella mia situazione che non conoscono nemmeno il loro consulente. Nel mio caso, ho chiesto io il dialogo e sono contento di averlo ottenuto perché è importante, specialmente per la dignità di una persona. Chiaramente io parlo per me, purtroppo sono consapevole che ci sono anche persone che se ne fregano della condizione in cui si trovano e per le quali stare in assistenza non risulta un peso. Io preferirei essere economicamente indipendente e sentirmi vivo. Alzarmi al mattino e dare un senso alla vita svolgendo il mio lavoro e felice di averlo, desidero solo questo.”

Articolo

Lascia un commento